Ultimo Urlo - Inviato da: Alberto - Domenica, 03 Marzo 2013 21:49
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DRINK GRATIS PER GLI STUDENTI?

COMUNICATO STAMPA

 

DRINK GRATIS PER GLI STUDENTI?

E’ QUESTO IL DIVERTIMENTO CHE OFFRE LA COMUNITA’ AI GIOVANI?

 

 

L’A.Ge Associazione Italiana Genitori – Bergamo Provinciale esprime contrarietà e preoccupazione per le forme di “open bar” che invitano  tutti gli studenti a PAGARE  il biglietto d’ingresso al loro locale, per essere poi liberi di bere tutta notte.

Evidente l’azione di Marketing per attirare il maggior numero di giovani per fini, più che di divertimento, di impresa vera e propria; tutto ciò nonostante l’episodio della morte del dicianovenne Nakky Di Stefano, che non abbiamo ancora dimenticato.

L’A.Ge Bergamo Provinciale invita tutte le  istituzioni educative di Bergamo e provincia, nonché i propri associati,  a prendere una posizione chiara e concreta su queste azioni commerciali che mirano unicamente a sfruttare le fragilità giovanili, e ringrazia la Procura di Bergamo per essersi prontamente attivata.

La nostra associazione è pronta a dimostrare che per alcuni genitori che non hanno compreso l’importanza di apprendere ad educare, ne esistono una miriade che nonostante le fatiche economiche, lavorative e sociali odierne, riescono a ritagliarsi alcune ore per partecipare a corsi di formazione condotti da esperti, i cui consigli sono di competenza e non pura demagogia, che punta unicamente a colpevolizzare.

Il genitore è ben consapevole del suo ruolo e delle difficoltà di esercitarlo con serenità, difficoltà spesso creata proprio da azioni pubblicitarie e di marketing come queste, inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, è  anche così realista da rendersi conto che pur restando la famiglia la prima agenzia educativa, non è l’unica ad avere un forte impatto sui propri figli e purtroppo,  interventi esterni improvvisati , spesso con solo scopo di lucro, possono vanificare anni di faticosa educazione. 

Non è infatti un caso  che il 25% delle vittime della strada è imputabile all'alcol e gli incidenti legati al consumo di bevande alcoliche sono la prima causa di morte tra i giovani fino a 24 anni. Non è un caso che proprio i giovanissimi sono il target principale di queste iniziative, considerato che è questa l’età in cui la frequenza e le decisioni “del gruppo”  sono prioritari, a volte, rispetto ad una attenta educazione.

Ci spaventa inoltre il target di età al quale è rivolta la proposta, prendiamo infatti atto che l’invito è stato affisso fuori dalle scuole secondarie di secondo grado, nelle quali l’età va dai 14 ai 19 anni, e sui quali non viene ovviamente precisato, in alcun modo, che  non verrà comunque servito alcun drink alcolico agli studenti sotto i 16 anni come da normativa vigente.

Al fine di dimostrare che NON siete “di fronte ai soliti genitori che trovano più facile additare colpe altrui che impegnarsi con il loro diretto esempio ad educare i figli senza inutili moralismi…..” ci affrettiamo a fare una proposta:

Perché non pensare ad uno  “school party analcolico?”. Se l’obiettivo è far divertire e non guadagnare alle spalle dei  più fragili, perché non “pubblicizzare”  serate con musica fino a notte fonda e un'ampia varietà di cocktail a base di succhi di frutta e bevande tutte rigorosamente "alcol free"?  Si può essere impresa di divertimento senza fare leva sulle fragilità dei ragazzi.

E’ qual’è il nostro obiettivo: raggiungere il bene dei nostri figli educandoli, cioè "tirando fuori" ciò che è dentro alla persona,  valorizzando quanto di meglio e di naturale vi è potenzialmente nei nostri ragazzi.. senza aiuto di alcolici o di sostanze!!!!

Pertanto sollecitiamo il più possibile campagne per un consumo consapevole di bevande nei locali, nonchè azioni di Marketing, ma  che facciano passare il messaggio che è possibile divertirsi senza sballarsi anche attraverso le “voci” di chi ogni week end è in consolle per far ballare i giovani, condividendo con loro musica ed energia….(ben lontano dal puro moralismo...)

Ricordiamo, e la procura di Bergamo ce lo conferma con il suo pronto intervento, che TUTTA la comunità è educante e, i ragazzi che muoiono nel continuo stillicidio che insanguinano il fine settimana, sono figli DELLA comunità. La responsabilità non è sempre e solo della famiglia. A ciascuno prendere atto e consapevolezza della propria.

Siamo infine convinti che si può essere “imprese” di aggregazione e divertimento pur rispettando le fragilità.  Esempi in questo senso non mancano di certo in Italia. Non siamo contrari ai locali di divertimento, ma ai messaggi che per divertirsi occorre necessariamente bere alcol o usare sostanze; si può raggiungere il benessere anche con la sola relazione; questo è quanto insegnamo ai nostri ragazzi.

Chiediamo alle altre agenzie del territorio di aiutarci nel comunicare lo stesso messaggio. Non è reato dare una mano ai genitori, è semplicemente rendersi consapevoli che con le nostre azioni tutti contribuiamo ad educare i nostri giovani.

A.Ge Bergamo Provinciale
Il Presidente
(Sabina Greco)

 

Bergamo, 8 giugno 2012

 

 

 

 




Da eyes, Venerdì, 08 Giugno 2012 17:41, Commenti(0)
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