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LIBRI DI TESTO

  


IL COSTO DEI LIBRI DI TESTO


Un problema da condividere con la scuola


Giuseppe  Richiedei



 



 


Le possibilità organizzative per gestire l’acquisto e l’utilizzo dei libri di testo sono diversificate, sono state indicate dalle normative ministeriali, ma le difficoltà pratiche inducono i più a continuare come prima. Un attento esame delle indicazioni (C.M. 16 – 2009) possono facilitare l’impegno di tanti genitori e associazioni che si stanno facendo carico delle difficoltà economiche delle famiglie e stanno cercando le modalità meno onerose per i bilanci familiari, sollecitando le proprie scuole a recepire puntualmente le indicazioni ministeriali nel concretizzare “modelli organizzativi” che  possono facilitare l’utilizzo dei libri anche da parte delle  famiglie meno abbienti.


Si tratta, anzitutto di una sfida culturale: quella di riscoprire “la solidarietà tra i genitori nell’auto – aiuto” per la soluzione dei problemi comuni, superando chiusure individualistiche o illusorie pretese che altri  si facciano carico delle nostre difficoltà. L’acquisto e la gestione dei libri di testo rappresenta un caso evidente, dove la soluzione del problema non  va affidato totalmente né al mercato, né delegato allo Stato, ma richiede l’apporto di ciascuno che, scoprendo senso di appartenenza al “gruppo genitoriale” è disponibile a non far mancare il proprio apporto, a seconda delle proprie disponibilità economiche, professionali o di tempo. La disponibilità di tempo è oggi la più preziosa in ogni settore, nonostante una diffusa sottovalutazione.  Basti osservare come la voce del costo più rilevante in ogni iniziativa sia quella del personale addetto, spesa che può essere contenuta solo ricorrendo al volontariato di mamme e papà, generosi nell’aiutarsi a vicenda per risolvere un problema comune, come quello dell’eccessivo costo dei libri di testo.


Con questo non si intende sollevare la scuola da ogni incombenza, anzi, ad essa tocca, in atteggiamento sussidiario, porre le condizioni perché genitori, studenti e insegnanti prendano su di sé la responsabilità di contribuire a costruire le soluzioni più appropriate.


La normativa (C.M. 16 – 2009) elenca le soluzioni più frequentemente adottate:


1 - l’acquisizione diretta dei testi da parte delle famiglie,


2 - le istituzioni scolastiche possono concedere, in comodato d'uso gratuito i libri di testo agli studenti. È una formula adottata da tempo in alcune scuole, spesso in collaborazione con gli enti locali, che si è rivelata utile a fronte di particolari esigenze economiche delle famiglie.


3 - Una ulteriore modalità riguarda il noleggio di libri di testo agli studenti da parte di istituzioni


scolastiche, reti di scuole e associazioni dei genitori.  A tal fine, si richiamano le istruzioni già fornite con nota circolare prot. n. 7919 del 24 luglio 2007, che recita: “Ciò premesso, i dirigenti scolastici, prima di procedere al noleggio di testi scolastici, avranno cura di acquisire la relativa autorizzazione, ovvero di accertarsi, nel caso in cui l’attività di noleggio venga svolta da associazioni di genitori, che sia stata concessa dai titolari del diritto d’autore la prescritta autorizzazione… al fine di evitare possibili azioni giudiziarie risarcitorie nei confronti dei dirigenti scolastici che avessero consentito il noleggio in assenza dell’autorizzazione concessione”.


4 – La fruizione di libri di testo parzialmente o totalmente on line, come per le risorse


digitali in generale, le scuole, i docenti e gli studenti, possono organizzarsi secondo


modelli, già noti alla scuola, di partecipazione e condivisione di risorse, quali le reti


telematiche e altri sistemi interattivi e dinamici, purché compatibili con la normativa vigente


(legge sul diritto d’autore 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni)”.


 


 - Dalle disposizioni riportate risulta evidente, anzitutto, che la scuola non può essere né assente né indifferente in proposito, ma è tenuta ad assumere l’iniziativa. E’ identificata come la responsabile sia per comodato d'uso gratuito, sia per  il  noleggio, che per l’accesso ad internet. L’acquisto dei libri di testo è un problema delle scuole e dell’amministrazione scolastica, che non voglia disattendere i suoi fini sociali di promozione culturale della popolazione. Visto che la scuola secondaria è diventata obbligatoria e che i testi sono imposti, mentre dovrebbero essere gratuiti come nella scuola primaria, ne consegue che scuole e ministero sono responsabilizzati nell’attivarsi per definire nel dettaglio le procedure e rendere meno oneroso alle famiglie la fruizione delle opportunità introdotte dalla legge.


Per i genitori, poi, lo slogan “La scuola siamo noi”  dovrebbe diventare un  dovere nell’attivarsi nei Consigli di classe e di Istituto per esigere che la comunità scolastica, di cui sono parte a pieno titolo, svolga fino in fondo il proprio dovere nei riguardi del diritto allo studio dei ragazzi.


- Entrando, poi, nel dettaglio di articoli e commi di legge, emerge che le procedure possono essere più semplici di quanto possa sembrare dagli articoli, citati nelle circolari, ma non opportunamente illustrati nelle loro implicazioni pratiche.


La legge (art.18bis della legge 633 – 1941) chiarisce che “Il diritto esclusivo di noleggiare ha per oggetto la cessione in uso degli originali, di copie o di supporti di opere, tutelate dal diritto d'autore, fatta per un periodo limitato di tempo ed ai fini del conseguimento di un beneficio economico o commerciale diretto o indiretto”. Se non vi è un beneficio e un guadagno, come accade nelle scuole, tutto viene facilitato. La norma si applica qualora vi sia un profitto, ad esempio, da parte di una ditta apposita che gestisca il noleggio, ma se sono i genitori che “si aiutano a vicenda in associazione” non vi è speculazione, ma si rientra nel settore “no profit”.


- E’ vero che in un passaggio si stabilisce che “L'autore ha il potere esclusivo di autorizzare il noleggio o il prestito da parte di terzi”, ma nel caso nostro dovrebbe trattarsi di una formalità informativa, visto che si tratta di un “noleggio anomalo senza profitti”. In fondo per una scuola e per un’associazione genitori il noleggio si differenzia dal “comodato in uso gratuito” dal fatto che i genitori, con la quota del noleggio,  si limitano a “coprire le spese di acquisto iniziale dei testi”.


- Interessante a questo proposito notare come nella stessa legge, in riferimento alle fotocopie, si puntualizza che “ È libera la fotocopia di opere esistenti nelle biblioteche scolastiche, effettuata dal predetti organismi per i propri servizi, senza alcun vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto….comunque il compenso per i diritti d’autore  è versato direttamente ogni anno dalle biblioteche, nei limiti degli introiti riscossi per il servizio ai privati, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato o degli enti pubblici dai quali le biblioteche dipendono”. Per analogia se la scuola, paga per fotocopiare  solo  in caso di profitto, non si vede perché dovrebbe pagare per un “noleggio senza lucro”.


 In conclusione non è difficile intuire che tutte le difficoltà per introdurre anche in Italia il noleggio dei libri, come accade in molti Paesi europei, non dipenda da difficoltà leguleie, ma da grossi interessi che vogliono continuare con un andazzo a tutto danno delle famiglie.


I genitori, nonostante ostacoli ed obiezioni, non possono non richiamare e sostenere  i dirigenti scolastici e l’amministrazione intera a farsi carico di quanto indicato a più riprese nelle varie circolari e ad assumersi in proprio una problematica che rientra a pieno titolo nel loro compito fondamentale di facilitare in ogni modo la frequenza scolastica dei ragazzi.


01 – 07 – 2010     Giuseppe Richiedei




Da Tex, Lunedì, 02 Agosto 2010 17:36, Commenti(0)
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